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solo un fan: culo

sky is everywhere
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la perfezione.

Una domenica mattina nella periferia di Manchester Deborah Curtis trova il cadavere di suo marito Ian. Nella casa dove vivevano insieme, alla vigilia del loro divorzio, Ian si è impiccato. Aveva appena finito di vedere La ballata di Stroszek, film di Werner Herzog che si conclude con il drammatico suicidio del protagonista. Nell’impianto stereo fa da sottofondo The Idiot di Iggy Pop. Nell’aria sembrano risuonare profetiche le parole che Ian aveva scritto in Passover: ”Questa è la crisi che doveva arrivare a distruggere l’equilibrio che avevo conservato dubitando e decidendo e cambiando idea Chiedendomi cosa accadrà poi.” Ian Curtis era l’ anima e corpo dei Joy Division, gruppo che deve il suo nome alla dicitura ”divisione della gioia” che veniva iscritta sulle baracche dei lager nazisti dove le SS potevano abusare sessualmente delle detenute. Un nome che porta in sé il paradosso della musica di Curtis, gotica ed enigmatica, espressione di un animo che non accetta di sopportare i traumi della vita.  Era il 18 maggio 1980.
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La mattina non ho nemmeno più il tempo di fare colazione. ormai mangio solo ‘frette’ biscottate.

Le donne… pensano bianco, dicono grigio e lo vogliono nero. 

‘Ci saremmo sparati la vitamina C se l’avessero dichiarata illegale.’